Quest’anno, molto più che in passato, sento il bisogno di un gaberiano gesto naturale. Sarà che è stato un anno di rivoluzioni e rivolgimenti del tutto inaspettati; di fitto progressivo incupimento ma anche di spiragli e speranze (Pisapia, Los indignados, Zuccotti park, Monti!…); di aria pesante e ombre sempre più lunghe sulla questione lavoro.
Ma qualche giorno fa, al pensiero della frenesia natalizia che ci avrebbe colto di lì a poco, il mio demone ruggente si è risvegliato e spiazzando il mio interlocutore gli ho proposto di annunciare alle persone care che quest’anno il tradizionale regalo di Natale avrebbe lasciato il posto all’antico segno: non solo e non tanto di Natale, ma soprattutto di Qualità, Economia, Sobrietà e della nostra (debole, minoritaria, forse superflua e inefficace, ma del tutto autentica) posizione contro l’accumulo, lo spreco e la pressione al consumo.
La mia proposta: cose pensate per bene e magari anche raccontate per bene, in cui chi dà e chi riceve si possano riconoscere, senza troppa alienazione, pesantezza e sensi di colpa. Questo il mio impegno. Lo esprimo e ve lo porgo perché magari diventa fortunosamente contagioso. E quest’anno abbiamo visto la forza e la velocità con cui certe energie si sono propagate.

Ciao Barbara, passo per un saluto, qui da te c’è calma, serenità, pacatezza, quello che ci vuole per un “anima maledetta” come la mia, una bella giornata a te
Buon Natale, di cuore, ma che siano buoni anche i giorni a venire e gli anni a venire…un abbraccio
Buon 2012!!