E ancora la tua bellezza mi conquista.
Ché non mi basterà più né scultura né fotografia per trattenere il tuo sguardo radioso, i morbidi rilievi disegnati dagli angoli delle tue labbra.
Potrei richiamare ogni tua espressione. Quando mi ascolti con gli occhi che sorridono, quando la gioia esplode in te la sera, mentre stai curando la carne davanti al fuoco o mentre guidi e io mi volto per scrutarti il profilo.
C’è in me un grande, vorace desiderio di fermarti, trattenerti, averti e possederti come si fa con un’intuizione, un’immagine segreta che sia sorta a tua insaputa, un’attrazione irresistibile che vorresti sopraffare.
Di contro a questa estetica ossessione, l’esperienza del buio della sera: del caldo che a letto ci facciamo, dove sentendoti ti ho interamente, senza scarti né pulsioni. Come mai accade, ti ho e ti assaporo; ti annuso, ti tasto, ti misuro. Nel silenzio vivido e sapiente della sera ho di te quell’esperienza una, non divisa, dell’amore che accorda i cuori nella pace.
