Spesso, per mancanza di spazio, il sentire non emette eco e rimane sordo come un suono che in uno spazio ristretto e chiuso non può dispiegarsi (ecco, l’inferno). Per questo lo yoga mi è così congeniale, perché tutto è predisposto unicamente per creare le condizioni atte ad accogliere il sentire.
Sento allora, a dispetto della mia capacità di risonanza, tutta la potenza che emani e che ancora mi conquista e mi avvince. Rimango spalancata alla luce come un girasole, attendo l’ombra, ma senza tristezza.
Non è forse l’astuzia segreta/ di questa terra che sa tacere,/ quand’essa sollecita gli amanti così/ che ogni cosa, ogni cosa s’esalta nel loro sentire? (R.M. Rilke, Elegie Duinesi, IX)
Come lucido cembalo, forte tintinno ai tuoi rintocchi.