L’azalea sta esplodendo, non c’è fiore che non sia spalancato alla luce. I fiori intasano i rami, l’azalea è all’apice del suo trionfo vermiglio. Poco più in là il myosotis, trapiantato di recente, cerca di togliere un po’ di alterigia alle roselline rosso cupo.
E poi i gambi dei tulipani e dei narcisi, ancora verdi ma per poco. E la ginestra, regina delle terre desertiche, non emette che suoni flebili, evanescenti, all’estremo dei suoi lunghi filamenti. Il mirto ha le bacche secche.
Lo sguardo che scivola avanti si chiude sul timo e sulle sue chiome sconvolte dal vento di maestrale; lo stesso colore della tamerice, il profumo di bosco bagnato.
Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, sui ginestri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani…
La primavera è lontana.
